Bologna, corteo pro Gaza: giovane manifestante ferita da un lacrimogeno rischia di perdere un occhio
La città di Bologna è stata teatro, nella serata di ieri, di momenti di forte tensione durante una manifestazione a sostegno della popolazione di Gaza. Un corteo, organizzato per protestare contro il blocco imposto alla Flotilla da parte di Israele, si è trasformato in uno scontro acceso con le forze dell’ordine, culminato in un episodio particolarmente grave: una giovane manifestante è stata colpita al volto da un lacrimogeno e ora rischia di perdere la vista a un occhio.

L’irruzione in stazione e i primi scontri
La manifestazione, iniziata come corteo pacifico, ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone. I manifestanti hanno sfilato lungo le strade nei pressi della stazione centrale di Bologna, innalzando cartelli e scandendo slogan contro il blocco navale che impedisce l’arrivo della Flotilla a Gaza. La tensione è però salita quando alcuni partecipanti hanno fatto irruzione all’interno della stazione, occupando gli spazi e dando vita a momenti di forte agitazione.
Le forze dell’ordine, già presenti in assetto antisommossa, sono intervenute per tentare di contenere l’irruzione e riportare la situazione sotto controllo. È stato in quel frangente che la protesta si è trasformata in scontro diretto: i manifestanti hanno iniziato a lanciare oggetti verso i poliziotti, mentre questi ultimi hanno fatto ricorso ai lacrimogeni per disperdere la folla.
La ragazza colpita e il ricovero d’urgenza
Durante questi concitati momenti, una giovane donna è stata colpita in pieno volto da un lacrimogeno. Le persone intorno a lei hanno subito compreso la gravità della situazione e hanno chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuto immediatamente il personale del 118, che ha prestato le prime cure alla manifestante prima di trasportarla d’urgenza all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.
Le condizioni della ragazza sono apparse da subito gravi: secondo le prime informazioni mediche, l’impatto del lacrimogeno le ha provocato seri danni a un occhio. È stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico nel tentativo di salvarle la vista, ma i medici hanno preferito mantenere la prognosi riservata. La giovane rimane tuttora ricoverata e in osservazione, mentre cresce la preoccupazione di amici, familiari e compagni di protesta.
Altri feriti e bilancio della serata
Oltre alla ragazza, anche altri tre manifestanti hanno riportato ferite durante gli scontri. Fortunatamente, nessuno di loro risulta in condizioni gravi: si tratta di contusioni e traumi minori dovuti agli scontri fisici e all’uso di lacrimogeni. Il bilancio complessivo della serata resta però pesante, con il rischio di conseguenze permanenti per la giovane colpita.
La polizia, dal canto suo, ha giustificato l’intervento sostenendo di essere stata costretta a usare i lacrimogeni per disperdere il gruppo che, dopo l’irruzione in stazione, stava mettendo a rischio l’ordine pubblico. Gli agenti sarebbero stati oggetto di lanci di bottiglie e altri oggetti contundenti, situazione che avrebbe spinto a un’azione immediata di contenimento.
Le reazioni della città e il dibattito politico
La notizia della ragazza ferita ha suscitato reazioni forti in città e non solo. Numerose associazioni e gruppi di attivisti hanno espresso solidarietà alla giovane e hanno condannato l’uso della forza da parte della polizia. Molti sottolineano come l’episodio riaccenda il dibattito sul diritto di manifestare e sui limiti dell’intervento delle forze dell’ordine in contesti di protesta politica.
Dal fronte politico, le prime dichiarazioni si dividono tra chi difende l’operato della polizia, sottolineando la necessità di mantenere la sicurezza e impedire che le manifestazioni degenerino, e chi invece chiede chiarezza sull’accaduto, invocando un’indagine per accertare le responsabilità. Alcuni consiglieri comunali hanno già chiesto spiegazioni ufficiali e un resoconto dettagliato dell’intervento delle forze dell’ordine.
Un episodio che segna la protesta
L’episodio di Bologna si inserisce in un contesto di più ampie mobilitazioni internazionali a sostegno della popolazione di Gaza e contro il blocco israeliano. La Flotilla, composta da navi civili con a bordo attivisti di diverse nazionalità, continua a essere al centro di un acceso dibattito politico e mediatico. Anche in Italia, le proteste in sostegno della missione si moltiplicano, ma quanto accaduto ieri sera rischia di segnare in modo indelebile il percorso di queste mobilitazioni.
Per la città di Bologna, nota per la sua tradizione di impegno civile e politico, la manifestazione di ieri rappresenta un momento di forte frattura. Il ferimento della giovane non è solo un fatto di cronaca, ma un evento che solleva interrogativi profondi sul rapporto tra piazza e istituzioni, tra diritto al dissenso e gestione dell’ordine pubblico.
Le prossime ore saranno decisive non solo per le condizioni di salute della ragazza, ma anche per capire se l’episodio darà origine a ulteriori tensioni o se invece aprirà la strada a un confronto più pacato sul modo di gestire proteste così delicate. Intanto, il ferimento della manifestante resta il simbolo di una serata che avrebbe dovuto esprimere solidarietà internazionale ma che si è conclusa con scene di dolore e preoccupazione.