Un nuovo Piano Casa: le misure del governo Meloni per famiglie e giovani
Il tema della casa è da sempre uno dei più sentiti dagli italiani. La difficoltà di acquistare o affittare un’abitazione dignitosa a prezzi sostenibili, soprattutto nelle grandi città, è diventata una vera emergenza sociale. Proprio per questo motivo, il governo guidato da Giorgia Meloni ha annunciato un nuovo Piano Casa, con l’obiettivo di offrire maggiori opportunità a famiglie, giovani coppie e imprese, rilanciando al tempo stesso il settore edilizio e semplificando i percorsi burocratici che da anni frenano il mercato immobiliare.
L’annuncio al Meeting di Rimini
L’occasione scelta dalla premier Meloni per presentare l’iniziativa è stata il Meeting di Rimini del 27 agosto, luogo simbolico di incontro tra politica e società civile. Davanti a una platea molto attenta, la presidente del Consiglio ha ribadito che la famiglia è al centro dell’azione del governo e che senza una casa stabile diventa difficile costruire un futuro. Da qui la necessità di misure concrete che possano agevolare soprattutto le giovani coppie nell’accesso alla prima abitazione.
Accanto a lei, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha evidenziato il cuore del programma: mettere a disposizione decine di migliaia di alloggi a prezzi calmierati, così da offrire la possibilità di scegliere tra l’acquisto o l’affitto con maggiore serenità. Un segnale forte rivolto a chi, fino ad oggi, si è visto chiudere le porte di fronte a costi proibitivi.
Le basi del progetto e i fondi stanziati
Il Piano Casa prende forma dal progetto Casa Italia, già inserito nell’ultima Legge di Bilancio, ma rimasto in sospeso per l’assenza di un decreto attuativo. Finora lo Stato ha stanziato 660 milioni di euro, cifra che secondo gli esperti del settore è ben lontana dal necessario. Le stime parlano infatti di almeno 15 miliardi di euro in dieci anni per rispondere davvero all’emergenza abitativa.
L’esecutivo intende comunque ampliare la copertura finanziaria, non solo con fondi nazionali, ma anche attingendo al Pnrr, ai fondi europei e coinvolgendo capitali privati. L’idea è quella di creare una sinergia che possa rendere sostenibile il progetto nel medio-lungo periodo.
Non sono mancate critiche da parte delle opposizioni. Irene Tinagli, eurodeputata del Pd, ha commentato che «oltre agli annunci a effetto non si è visto ancora nulla di concreto», sottolineando che da due anni si susseguono tavoli di confronto e dichiarazioni senza risultati tangibili.
Social housing e nuove opportunità
Tra i punti principali del nuovo Piano vi è la riorganizzazione del social housing, ovvero l’edilizia sociale, per offrire alloggi a costi accessibili a chi non può permettersi i prezzi di mercato. Si prevede inoltre l’apertura di oltre 150 cantieri per il recupero di case popolari oggi inutilizzate e il lancio di nuove forme di partenariato pubblico-privato.
Il governo punta anche a rafforzare il Fondo di garanzia per i mutui, già operativo e molto richiesto. Solo nel primo semestre del 2025 sono state accolte oltre 38mila domande, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro della domanda crescente e della difficoltà oggettiva di accedere al credito senza supporto statale.
Le difficoltà di acquisto e affitto
Secondo i dati diffusi dall’Ance, circa dieci milioni di famiglie italiane con reddito fino a 24mila euro l’anno non riescono più a permettersi l’acquisto di una casa nelle grandi città. Milano, Roma e Napoli guidano la classifica delle città più care, seguite da Firenze e Venezia. Anche gli affitti hanno raggiunto livelli insostenibili: per molte famiglie il canone assorbe oltre la metà del reddito disponibile, e per il 20% dei nuclei più fragili la quota supera addirittura i due terzi.
Questa situazione rischia di escludere intere generazioni dal diritto fondamentale a un’abitazione, ostacolando progetti di vita, natalità e mobilità sociale.
I destinatari delle nuove garanzie
Il nuovo Piano Casa prevede garanzie pubbliche sui mutui per la prima abitazione rivolte a specifiche categorie:
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giovani coppie sposate o conviventi da almeno due anni, con uno dei partner sotto i 35 anni;
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famiglie monogenitoriali con figli minori;
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giovani under 36;
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nuclei familiari con tre o più figli, in base a determinati requisiti Isee.
Grazie a queste misure, nel primo semestre del 2025 sono stati concessi oltre 38mila mutui garantiti per un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro, con un incremento del 34% rispetto al 2024. Un risultato che dimostra come lo strumento sia non solo utile, ma indispensabile per sbloccare l’accesso al credito.
Un nodo cruciale per il futuro
Il tema della casa, dunque, resta al centro del dibattito politico e sociale. Se da un lato il Piano Casa del governo Meloni promette interventi concreti, dall’altro la sfida sarà trasformare gli annunci in realtà tangibili. La credibilità dell’esecutivo si misurerà sulla capacità di garantire davvero a famiglie e giovani la possibilità di costruire un futuro stabile.
In un Paese dove la casa è molto più di un bene materiale – è sicurezza, progetto di vita, eredità familiare – le attese sono altissime. Ora resta da capire se le nuove misure sapranno rispondere a questa esigenza con efficacia e rapidità.